Indagato membro CTS e Direttore della comunicazione e dei rapporti internazionali del Ministero della Salute nominato da Speranza. Diceva: “Il Green pass è un passaporto per recuperare libertà e lavoro”. 

da | Apr 13, 2022 | Cronaca, Eventi Avversi, Home

Il Fatto Quotidiano di oggi mercoledì 13 aprile segnala una grave indagine a carico del Direttore della comunicazione e dei rapporti internazionali del Ministero della Salute nonché ex membro del Comitato Tecnico Scientifico.

Nell’indagine della Procura di Roma si segnala un business di 200 milioni di euro e soldi nei paradisi fiscali.

Accusato di falso ideologico il Direttore del Ministero Sergio Iavicoli, che la scorsa estate affermava che il green pass rende liberi. “Il Green pass è un passaporto per recuperare libertà e lavoro”disse in un’intervista all’HuffingtonPost.

L’affare delle mascherine comprate dal Governo italiano a marzo 2020, infatti, avrebbe dovuto fruttare ai mediatori commissioni per 203,8 milioni di euro pagate dai fornitori cinesi, una somma di oltre 130 milioni superiore ai circa 70 milioni transitati sui conti italiani e di cui si sapeva finora. È quanto emerge da un’informativa del 20 novembre 2021 del Nucleo di Polizia valutaria della Guardia di Finanza depositata agli atti dell’inchiesta della Procura di Roma che ha indagato l’ex commissario all’emergenza Covid-19, Domenico Arcuri, per abuso d’ufficio e altre 8 persone tra cui l’ex giornalista Rai, Mario Benotti, l’imprenditore Andrea Tommasi e il banchiere sammarinese Daniele Guidi indagati per traffico d’influenze illecite. Al centro dell’indagine c’è la fornitura di 801 milioni di mascherine costate 1,2 miliardi e acquistate nella fase più critica della pandemia. Affare fruttato a chi di quelle commissioni era intermediario.

Il banchiere Daniele Guidi si è visto accreditare 12,2 milioni di euro su un conto corrente alla Hang Seng Bank di Hong Kong. Per i finanzieri, il suo gruppo di lavoro avrebbe dovuto ricevere in totale 44,6 milioni di euro dalla società Sunsky di Andrea Tommasi. Con Sunsky ha lavorato anche la Logica Associates Sas, società francese di cui Guidi risulta consulente e che, riporta la Guardia di Finanza, avrebbe poi speso 33.535 euro per la locazione semestrale di un appartamento da 800 metri quadri a Parigi, con vista Tour Eiffel, “a uso esclusivo di Daniele Guidi”.
Una buona parte dei 12,2 milioni incassati, secondo le indagini, potrebbe essere finita in paradisi fiscali. Le provvigioni sarebbero state “verosimilmente percepite – si legge nell’informativa – mediante l’intermediazione della Bgp&Partners Ltd di Hong Kong (…)”. La Bgp&Partners Ltd alla Gdf risulta “interamente controllata” dalla società “Bliss Fortune Enterprises Ltd (…) avente sede nelle Isole Vergini Britanniche (…) notoriamente riconosciuto come Paese offshore”.

Inoltre, la Bgp&Partners Ltd sarebbe riconducibile, oltre a Guidi, anche ai manager Stefano Beghi e Ivano Ferruccio Poma (di qui, ipotizza la Gdf, l’acronimo Bgp). Beghi è il Managing Partner dell’ufficio di Hong Kong dello studio legale internazionale Gianni&Origoni. Anche Beghi e Poma erano indagati per traffico d’influenze illecite, ma il 17 marzo 2022 la Procura di Roma ha chiesto l’archiviazione per entrambi evidentemente per mancanza di prove a supporto delle iscrizioni. Prima di arrivare a questa conclusione però gli investigatori hanno svolto accertamenti, anche sui contatti tra la struttura commissariale e le utenze dello studio Gianni&Origoni: in un’informativa della Finanza del 25 giugno 2021 sono state documentate 69.291 interazioni telefoniche. Giampietro Castano, ex funzionario del Ministero per lo Sviluppo Economico e poi consulente di Gianni&Origoni, estraneo alle indagini, sentito a sommarie informazioni il 4 novembre 2021, ha poi raccontato in Procura che Beghi a marzo 2021 si era mosso per proporre ad Arcuri mascherine e ventilatori.

I magistrati ne hanno chiesto conto anche all’ex commissario Domenico Arcuri, quando è stato sentito il 16 ottobre 2021: “Conosco Stefano Beghi in quanto partner della Deloitte, di cui ero Ad fino al 2007 – ha detto – (…) Ha proposto una fornitura di ventilatori. So che era partner dello studio Gianni-Origoni. Non mi risulta abbia proposto un acquisto di mascherine. Se l’affare dei ventilatori fosse andato in porto avrei stipulato come sempre il contratto con il fornitore”. Arcuri ha poi detto: “Non conosco Daniele Guidi, né so di rapporti tra Beghi e Guidi”. Per Arcuri, il 17 marzo i pm hanno chiesto l’archiviazione dall’accusa di peculato, confermando quella per abuso d’ufficio perché, per i pm, avrebbe “omesso intenzionalmente di formalizzare e palesare il rapporto di mediazione (…) garantendogli (…) l’assenza di controllo pubblico sull’importo delle provvigioni”.
Altro aspetto dell’indagine (che non riguarda Arcuri) è quello sulla presunta frode in pubbliche forniture. Per questo reato sono indagati l’allora vice di Arcuri, Antonio Fabbrocini, oltre a Tommasi e Guidi.

Secondo l’inchiesta della Procura di Gorizia, poi confluita a Roma, circa 700 milioni di mascherine sono risultate “non conformi” e in alcuni casi “pericolose”.

In un’informativa del 17 dicembre 2021, la Guardia di Finanza rileva “discordanza di pareri nei processi di validazione dei Dpi” da parte dell’Inail di Monte Porzio Catone (Roma) e dell’Inail Direzione Centrale Ricerca, con il primo che “ha emesso un esito di valutazione positivo” e il secondo “esito di valutazione negativo”, sulle stesse mascherine.

Il 17 marzo, la Procura di Roma ha disposto una proroga indagini per Sergio Iavicoli, oggi al Ministero della Salute e all’epoca dei fatti direttore del Dipartimento di Medicina, Epidemiologia, Igiene del Lavoro ed Ambientale dell’Inail, con sede proprio a Monte Porzio Catone.

Il 21 giugno 2021 Iavicoli era stato iscritto per il reato di falso ideologico in atto pubblico mediante induzione in errore del pubblico ufficiale.

Contattato via Email da Il Fatto Quotidiano, Iavicoli non ha risposto.

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